L’ottuplice sentiero della Rivista Italiana di Cure Palliative

The eightfold path of the Rivista Italiana di Cure Palliative

COSIMO CHELAZZI1, GIANPAOLO FORTINI2, FURIO ZUCCO3

1Professore Associato di Medicina Palliativa, Università di Brescia; Direttore della SC Cure Palliative e ADI, ASST Spedali Civili di Brescia; 2Direttore SC Cure Palliative Integrate, ASST Sette Laghi, Varese; Presidente SICP; 3Senior Consultant Polis Accademia-Ente di Formazione-Regione Lombardia; Presidente OdV Presenza Amica per l’aiuto ai sofferenti.

“Con metodo e sacrificio arriverai all’illuminazione”

(Anonimo India V secolo A.C.)

La comunità scientifica, culturale e professionale delle cure palliative italiane è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi quindici anni. In base ai diritti sanciti dalla Legge nazionale n. 38 del 2010, in Italia ogni giorno migliaia di persone con condizioni cronico-complesse in fase avanzata vengono curate e assistite, ricevendo insieme alle loro famiglie un supporto qualificato, negli oltre 300 hospice e in più di 400 Unità di Cure Palliative domiciliari attive sul territorio nazionale. La stessa Legge oltre a dettare la cornice normativa dentro cui sviluppare l’attività di assistenza, ha anche gettato le basi per la creazione di una formazione strutturata in cure palliative, formazione a cui la ricerca contribuisce fornendo contenuti, metodo scientifico e qualità.

L’esperienza clinica maturata in questi anni da oltre 3.000 tra medici e professionisti sanitari e sociosanitari attivi in ambito di cure palliative è una grande ricchezza. Questa esperienza si traduce sempre più frequentemente in attività di ricerca clinica, sia di base sia avanzata, che aspira a poter essere diffusa, pubblicata e conosciuta. La ricerca in cure palliative si configura infatti come intrinsecamente multidisciplinare, integrando competenze mediche, infermieristiche, psicologiche, sociali, etiche e organizzative. La cultura della raccolta dei dati a scopo divulgativo scientifico è sempre più diffusa e contribuirà sempre più alla qualità dell’assistenza prestata alle persone.

Il mondo delle cure palliative italiane, raccolto intorno alla Società Italiana di Cure Palliative (SICP) e alla Federazione Cure Palliative, due Collective Members della “European Association for Palliative Care”, ha oggi la necessità e il dovere di diffondere a livello globale la qualità delle esperienze cliniche, organizzative e di ricerca sviluppate nel contesto nazionale e, al tempo stesso, di integrarsi in modo dinamico con le realtà scientifiche internazionali.

La formazione in cure palliative ha recentemente ricevuto un impulso attraverso lo sviluppo di percorsi universitari pre-laurea e post-laurea. Nel 2025 erano attive 26 Scuole di Specializzazione in Medicina e Cure Palliative e 15 Master universitari di I e II livello in cure palliative, in stretta sinergia con gli Istituti di Ricerca e con le Scuole, pubbliche e private, di Formazione continua, sempre più interessate ai temi della fine della vita, della cronicità e della fragilità.

In questo scenario, la convergenza tra il patrimonio professionale, clinico e scientifico della SICP e le attività didattiche e di ricerca delle Università rappresenta un elemento strategico per il consolidamento della Medicina e Cure Palliative come disciplina autonoma e strutturata. Tale convergenza favorisce lo sviluppo di percorsi di ricerca multidisciplinari e multiprofessionali, nei quali il contributo infermieristico e delle altre professioni sanitarie assume un ruolo strutturale, sia nel mondo dell’adulto che pediatrico. Tale integrazione può contribuire a superare l’attuale frammentazione, favorendo una visione unitaria, interdisciplinare e coerente sul piano formativo, clinico e scientifico.

Alla luce di queste considerazioni, applicando le indicazioni del Presidente e del Consiglio Direttivo della SICP, e in stretta sinergia con Il Pensiero Scientifico Editore, è stato avviato da quest’anno un percorso graduale articolato in otto passaggi, finalizzato a rafforzare il profilo scientifico e internazionale della Rivista Italiana di Cure Palliative (RICP), che può essere così sintetizzato:

Introduzione di elementi editoriali volti a rendere RICP uno strumento scientifico riconoscibile, consultabile e progressivamente indicizzabile a livello internazionale (editoriali, indice, titoli e abstract in lingua inglese; possibilità di submission in doppia lingua).

Rinnovamento progressivo del board editoriale, con apertura a figure scientifiche di prestigio internazionale nell’ambito delle cure palliative e delle discipline affini.

Ridefinizione delle norme per gli autori, adeguandole agli standard internazionali, e adozione di un sistema di peer review trasparente e allineato a quello delle principali riviste scientifiche internazionali.

Avvio del percorso di indicizzazione, elemento attrattivo per gli autori, con l’obiettivo di fare della RICP un collettore di riferimento per la ricerca in cure palliative e un obiettivo naturale di output scientifico per la crescente produzione italiana e non solo.

Ottimizzazione e riduzione dei tempi intercorrenti tra submission e pubblicazione, prevedendo anche forme di pre-pubblicazione elettronica degli articoli una volta approvati (“online first”).

Incremento delle submission attraverso un’azione programmata di informazione e promozione, a livello nazionale e internazionale, coinvolgendo Università, Scuole di Specializzazione e Master in Cure Palliative, e offrendo la possibilità di pubblicazione direttamente in lingua inglese.

Introduzione di forme strutturate di tutoraggio degli autori lungo il percorso editoriale, incluso il supporto nella revisione linguistica e nella traduzione dei testi in lingua inglese per gli autori italiani.

Mantenimento del ruolo di “house organ” della SICP, garantendo al Presidente e al Consiglio Direttivo la possibilità di diffondere e consolidare informazioni di rilevanza strategica a livello nazionale e internazionale, in integrazione e sinergia con gli altri strumenti di comunicazione societaria.

Questo percorso potrà realizzarsi pienamente solo attraverso una partecipazione attiva e responsabile dell’intera comunità delle cure palliative italiane. La RICP chiama quindi all’impegno i clinici, i ricercatori, i professionisti sanitari, le Università e i giovani in formazione affinché contribuiscano in modo concreto alla produzione, alla condivisione e alla diffusione della conoscenza scientifica. Pubblicare, revisionare, proporre idee e progetti non è solo un’opportunità, ma una responsabilità collettiva per rafforzare la disciplina, aumentarne la visibilità internazionale e tradurre la ricerca in migliore pratica clinica.

La RICP intende essere lo spazio in cui questo impegno si rende visibile, strutturato e duraturo. “With method and sacrifice you will attain enlightenment”
(Anonymous Indian, 5th century BC)

The scientific, cultural, and professional community of Italian palliative care has grown exponentially over the last fifteen years. Based on the rights encoded in the National Law no. 38 of 2010, every day in Italy thousands of people with advanced chronic-complex conditions are treated and cared for, receiving qualified support together with their families in over 300 hospices and more than 400 home-based palliative care units operating throughout the country. In addition to establishing the regulatory framework within which to develop care activities, the same law also laid the foundations for the creation of structured training in palliative care, to which research contributes by providing content, scientific method, and quality.

The clinical experience gained in recent years by more than 3,000 doctors and healthcare and social-healthcare professionals working in the field of palliative care is a great asset. This experience is increasingly being translated into clinical research, both basic and advanced, which aims to be disseminated, published, and made known. Palliative care research is inherently multidisciplinary, integrating medical, nursing, psychological, social, ethical, and organizational perspectives. The culture of data collection for scientific dissemination is becoming increasingly widespread and will contribute more and more to the quality of care provided to people.

The world of Italian palliative care, gathered around the two Collective Members of the European Association for Palliative Care, the Italian Society for Palliative Care (“Società Italiana di Cure Palliative”, SICP) and the Palliative Care Federation (“Federazione di Cure Palliative”), has a need and a duty to disseminate globally the quality of clinical, organizational, and research experiences developed in the national context and, at the same time, to integrate dynamically with international scientific realities.

Training in palliative care has recently received a boost through the development of undergraduate and postgraduate university courses. In 2025, there were 26 active Schools of Specialization in Palliative Medicine and Palliative Care and 15 first- and second-level university master’s degrees in palliative care, working in close synergy with research institutes and public and private continuing education schools, which are increasingly interested in issues related to the end of life, chronicity, and frailty.

In this scenario, the convergence between the professional, clinical, and scientific heritage of the SICP and the teaching and research activities of Universities is a strategic element for the consolidation of Palliative Medicine and Palliative Care as an autonomous and structured discipline. This convergence supports the development of multidisciplinary and multiprofessional research pathways, both for the adult and pediatric patients. This integration can help overcome the current fragmentation, promoting a unified, interdisciplinary, and coherent vision in terms of training, clinical practice, and science.

In light of these considerations, applying the recommendations of the President and Executive Board of the SICP, and in close collaboration with Il Pensiero Scientifico Editore, a gradual eight-step process has been launched this year, aimed at strengthening the scientific and international profile of the Rivista Italiana di Cure Palliative (RICP), which can be summarized as follows:

Introduction of editorial elements aimed at making RICP a recognizable, consultable, and progressively indexable scientific tool at the international level (editorials, index, titles, and abstracts in English; possibility of dual-language submissions).

Progressive renewal of the editorial board, opening it up to internationally renowned scientific figures in the field of palliative care and related disciplines.

Redefining the rules for authors, bringing them in line with international standards, and adopting a transparent peer review system aligned with that of leading international scientific journals.

Launch of the indexing process, an attractive feature for authors, with the aim of making RICP a reference point for palliative care research and a natural target for scientific output for the growing Italian and international production.

Optimization and shortened time between submission and publication, including forms of electronic pre-publication of articles once approved (“online first”).

Increase in submissions through a planned information and promotion campaign at national and international level, involving Universities, specialization schools, and master’s programs in palliative care, and offering the possibility of publication directly in English.

Introduction of structured forms of mentoring for authors throughout the editorial process, including support in linguistic revision and translation of texts into English for Italian authors.

Maintaining the role of “house organ” of the SICP, ensuring that the President and the Executive Board have the opportunity to disseminate and consolidate information of strategic importance at national and international level, in integration and synergy with other corporate communication tools.

This path can only be fully realized through the active and responsible participation of the entire Italian palliative care community. The RICP therefore calls on clinicians, researchers, healthcare professionals, universities, and young people in training to make a concrete contribution to the production, sharing, and dissemination of scientific knowledge. Publishing, reviewing, and proposing ideas and projects is not only an opportunity but also a collective responsibility to strengthen the discipline, increase its international visibility, and translate research into better clinical practice.

The RICP aims to be the space where this commitment becomes visible, structured, and lasting.