TY  -  JOUR
AU  -  End-of-life care in the Emergency Department of Guglielmo da Saliceto Hospital in Piacenza in 2025: unpredictable or predictable?Creating a space for collaboration between the Emergency Department and palliative care teams
T1  -  Il fine vita nel Pronto Soccorso dell’Ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza nel 2025: imprevedibile o prevedibile? Uno spazio di collaborazione tra équipe di Pronto Soccorso e di cure palliative
PY  -  2026
Y1  -  2026-07-01
DO  -  10.1726/4769.47880
JO  -  Rivista Italiana di Cure Palliative
JA  -  Riv It Cure Palliative
VL  -  3
IS  -  3
SP  -  154
EP  -  166
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2532-9790
Y2  -  2026/09/12
UR  -  http://dx.doi.org/10.1726/4769.47880
N2  -  Il Pronto Soccorso (PS) dell’Ospedale di Piacenza è il primo modello in Italia di integrazione organica dei principi delle cure palliative (CP) con quelli della medicina emergenza-urgenza fino ad oggi riportato nella letteratura scientifica. Da giugno 2022 è stata creata la sala del sollievo ed è in vigore l’istruzione operativa per la gestione del malato in fase end-stage con sintomi refrattari. Questo studio analizza retrospettivamente i verbali dei decessi avvenuti in PS dal 1° gennaio 2025 al 20 dicembre 2025. I decessi sono stati 236 su 45.569 accessi (0,52%). Nel 75% dei casi si tratta di decessi “prevedibili” rappresentati da 177 pazienti con età media 85 anni, il 55% dei quali provenienti da una struttura per anziani o lungodegenza, che erano stati ricoverati in ospedale o avevano fatto accesso in PS nei 30 giorni precedenti il decesso nel 31% e nel 34% dei casi, rispettivamente. Le insufficienze d’organo endstage costituiscono circa i due terzi dei casi; oncologici e fragili il restante terzo. Nonostante la prevedibilità delle traiettorie di malattia, solo il 10% (5 con insufficienza d’ organo e 13 oncologici) dei pazienti era in carico alle CP e nessuno aveva una pianificazione condivisa delle cure (PCC). Il gruppo dei decessi “imprevedibili” è formato da 59 pazienti di età media 82 anni, che nel 19% dei casi era proveniente da una struttura. Gli arresti cardiocircolatori sono stati 36 (61%), le emorragie cerebrali end-stage 23 (39%). Nessun paziente aveva una DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento). Dai dati di questo studio emerge come la morte venga percepita come un evento acuto imprevedibile, che necessita di un percorso di cure in emergenza, anche se nella maggior parte dei casi si tratta di “eventi attesi” nel contesto di patologie d’organo end-stage, malattie oncologiche avanzate o pazienti affetti da comorbidità ed estrema fragilità. Una valutazione critica va espressa circa l’inappropriatezza clinica dell’invio in PS da strutture di una quota significativa di pazienti grandi anziani fragili con segni e sintomi di morte imminente. Una valutazione ancor più critica va formulata sull’assenza di DAT, di una PCC e dell’attivazione precoce delle CP.
ER  -   
