TY  -  JOUR
AU  -  Righi, Lorenzo
AU  -  Giannetta, Marta
AU  -  Amodio, Natalia Ruth
AU  -  Trapassi, Stefano
AU  -  Pallassini, Maurilio
AU  -  Ferretti, Fabio
T1  -  Misurare la dignità per prendersi cura: 
il ruolo del Patient Dignity Inventory nella cronicità avanzata
PY  -  2026
Y1  -  2026-04-01
DO  -  10.1726/4712.47279
JO  -  Rivista Italiana di Cure Palliative
JA  -  Riv It Cure Palliative
VL  -  2
IS  -  2
SP  -  86
EP  -  91
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2532-9790
Y2  -  2026/06/09
UR  -  http://dx.doi.org/10.1726/4712.47279
N2  -  La dignità umana rappresenta un valore fondamentale nell’assistenza sanitaria e un principio etico centrale della pratica infermieristica. Nelle persone affette da malattia cronica avanzata, la progressiva perdita di autonomia, la complessità delle traiettorie assistenziali e la vulnerabilità psicosociale possono compromettere il senso di identità personale, il valore di sé e la dignità percepita. Nonostante la crescente attenzione verso modelli di cura centrati sulla persona, la dignità rimane una dimensione difficile da rilevare in modo sistematico e da integrare nella pratica clinico-assistenziale quotidiana, in particolare al di fuori dei tradizionali contesti di fine vita. Il presente contributo affronta il tema della dignità nella cronicità avanzata, con l’obiettivo di discutere la rilevanza di approcci strutturati per l’identificazione del distress correlato alla dignità e per il supporto ai professionisti sanitari lungo il continuum di cura, inclusi i contesti di cure palliative precoci e simultanee. È stata condotta un’analisi narrativa e concettuale della letteratura, basata su riferimenti teorici consolidati e su evidenze emergenti. Particolare attenzione è stata dedicata al Patient Dignity Inventory (PDI), originariamente sviluppato in ambito oncologico-palliativo, considerato sia come strumento valutativo sia come dispositivo relazionale in grado di facilitare la comunicazione e di favorire una comprensione più centrata sulla persona dell’esperienza di malattia. La letteratura discussa suggerisce che la dignità nella cronicità sia modellata dall’interazione multidimensionale di fattori fisici, psicologici, relazionali e organizzativi. Da una prospettiva clinico-assistenziale e infermieristica, il PDI può contribuire a riconoscere bisogni legati alla dignità spesso trascurati nella pratica routinaria, favorendo al contempo la relazione terapeutica e la personalizzazione della presa in carico. Tuttavia, la sua originaria collocazione nei contesti palliativi e di fine vita rende necessaria una riflessione critica sulla sua diretta applicabilità alla cronicità avanzata. In questa prospettiva, il proposto Patient Dignity Inventory for Chronic Illness (PDI-CI) dovrebbe essere interpretato non come una semplice short form del PDI originario, ma come una ricontestualizzazione teoricamente fondata del costrutto di dignità nella malattia cronica.
ER  -   
