TY  -  JOUR
AU  -  Lodi Rizzini, Sara Maria
AU  -  Longo, Marion
AU  -  Naimo, Simona
AU  -  Croce, Francesco
AU  -  Luchesini, Camilla
AU  -  Ullrich, Bettina
AU  -  Piccichè, Giulia
AU  -  Pizzuto, Massimo
T1  -  L’accesso in Pronto soccorso dei pazienti seguiti dalle cure palliative domiciliari: necessario, evitabile o inevitabile?
PY  -  2025
Y1  -  2025-07-01
DO  -  10.1726/4582.45894
JO  -  Rivista Italiana di Cure Palliative
JA  -  Riv It Cure Palliative
VL  -  27
IS  -  3
SP  -  147
EP  -  153
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2532-9790
Y2  -  2026/06/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1726/4582.45894
N2  -  L’accesso al Pronto soccorso (PS) di pazienti assistiti dalle cure palliative domiciliari, pur configurandosi come un outcome potenzialmente negativo, rimane un fenomeno attuale correlato a diverse variabili. Sono state analizzate retrospettivamente le cartelle cliniche di 110 pazienti assistiti a domicilio tra gennaio 2019 e aprile 2024 dalla nostra Unità di Cure Palliative Domiciliari (UCP-Dom) i quali accedevano al PS in corso di assistenza: questi pazienti rappresentavano il 6% dei pazienti in carico nel periodo considerato. Sono stati valutati le motivazioni e gli elementi decisionali alla base del ricorso al PS e i fattori clinico-assistenziali e familiari determinanti la scelta. In generale, è stata rilevata un’elevata frequenza di problematiche di fragilità psicologica e di accudimento da parte della famiglia. In oltre i due terzi dei casi l’accesso in PS è avvenuto nelle ore notturne e in circa la metà la decisione veniva presa in seno alla famiglia mentre nei casi rimanenti era il medico palliativista che assumeva il ruolo decisionale. Le motivazioni del ricovero sono risultate prevalentemente ascrivibili ad una condizione clinica o sintomatologica acuta ma anche ad una valutazione di opportunità relativa alla necessità di una valutazione specialistica. Il ricorso all’ospedale è avvenuto indipendentemente dall’intensità assistenziale che risultava comunque elevata nei giorni precedenti. Per il 20% dei pazienti l’evento critico si è verificato a meno di 5 giorni dall’attivazione UCP-Dom. Il decesso dei pazienti è avvenuto entro 24 ore dall’accesso in PS nel 15% dei casi ed entro 8 giorni dal ricovero ospedaliero nel 22%; il rimanente 63% dei pazienti è stato successivamente ripreso in carico in ambito palliativo (UCP-Dom o hospice). L’analisi dei dati porta a fare alcune considerazioni: la presa in carico di pazienti fragili ma relativamente “precoci” può portare a ritenere il ricovero ospedaliero come un evento critico ma coerente rispetto alla situazione clinica e agli obiettivi assistenziali; in alcuni casi il ricorso all’ospedale nei primi giorni di assistenza domiciliare si può correlare alla mancanza di un tempo sufficiente a stabilire un rapporto di fiducia tra équipe curante e paziente/famiglia; seppur numericamente limitata, non si può escludere la ricorrenza di ricoveri impropri: in questi casi, spesso correlati a contesti di fragilità familiare, è necessario prevedere una più sistematica valutazione multidimensionale implementando, laddove possibile, mirate azioni di sostegno, anche riguardo alla scelta ex-ante del setting assistenziale più adeguato.
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