TY  -  JOUR
AU  -  Bolzoni, Paola
AU  -  Ghizzardi, Greta
AU  -  Merola, Stefania
AU  -  Collemi, Carmelo
AU  -  Franchi, Benedetta
T1  -  L’attività di consulenza intraospedaliera di cure palliative per pazienti non oncologici nell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale di Lodi
PY  -  2025
Y1  -  2025-01-01
DO  -  10.1726/4461.44578
JO  -  Rivista Italiana di Cure Palliative
JA  -  Riv It Cure Palliative
VL  -  27
IS  -  1
SP  -  52
EP  -  56
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2532-9790
Y2  -  2026/05/01
UR  -  http://dx.doi.org/10.1726/4461.44578
N2  -  Introduzione. La Struttura Complessa di Cure Palliative (CP) dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) di Lodi da anni segue sia nel setting territoriale che in Hospice una percentuale di assistiti per patologia non oncologica superiore rispetto alla media registrata negli altri distretti dell’Agenzia Tutela della Salute Città Metropolitana di Milano. Scopo primario del presente studio è quello di descrivere le caratteristiche delle richieste di consulenze in CP effettuate da reparti non oncologici nel 2023. Materiali e metodi. È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo. I dati clinici relativi alla cartella medico-infermieristica dei pazienti sono stati estratti dal programma di gestione informatizzato in uso presso i presidi ospedalieri dell’ASST di Lodi. I dati sono stati analizzati con il software IBM SPSS Statistics (versione 29). Risultati. I medici palliativisti nel 2023 hanno effettuato 1301 consulenze (+ 16,7% rispetto al 2022). L’aumento ha riguardato sia i setting oncologici che non. Il 32% delle richieste è pervenuto da setting non oncologici. Le richieste da parte della Medicina sono statisticamente aumentate tra il 2022 e il 2023 (p < 0,001) e il numero di richieste di sedazione per i pazienti non oncologici è risultato significativamente superiore rispetto a quello per i pazienti oncologici, così come il numero di richieste per presa in carico (p < 0,001). Il numero di pazienti non oncologici deceduti nel reparto dal quale è pervenuta la richiesta è significativamente superiore rispetto a quello dei pazienti oncologici (p < 0,001). Conclusione. La diffusione delle CP dovrebbe diventare sempre più capillare, specialmente nei reparti non oncologici dove non è ancora abbastanza diffusa, come confermato dal nostro studio. Tutti i sanitari che si occupano di CP dovrebbero contribuire alla diffusione della cultura del fine vita.
ER  -   
