TY  -  JOUR
AU  -  Moroni, Matteo
AU  -  Patil, Luigi
AU  -  Melo, Massimo
AU  -  Antonione, Raffaella
T1  -  Prescrizione/non prescrizione o sospensione della terapia antibiotica nel fine vita: 
il punto di vista dei medici palliativisti. Risultati della survey nazionale promossa da SICP
PY  -  2024
Y1  -  2024-07-01
DO  -  10.1726/4328.43104
JO  -  Rivista Italiana di Cure Palliative
JA  -  Riv It Cure Palliative
VL  -  26
IS  -  3
SP  -  134
EP  -  144
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2532-9790
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1726/4328.43104
N2  -  L’antibiotico-resistenza rappresenta una imponente minaccia alla salute mondiale, poiché non solo rende più difficoltoso il trattamento di patologie molto comuni, ma è causa d’incremento della spesa sanitaria, di ospedalizzazioni prolungate, e di aumento nella mortalità. In Italia la percentuale dei germi multi-resistenti è tra le più alte in Europa, contribuendo significativamente alla morbilità e mortalità per infezioni. I pazienti in fase avanzata di malattia oncologica o quelli affetti da malattie cronico-progressive end stage non oncologiche rappresentano una popolazione particolarmente suscettibile a episodi infettivi, accertati o sospetti in quanto soggetti defedati dal punto di vista immunologico. La prescrizione di terapia antibiotica nel fine vita, insieme all’incertezza prognostica nella diagnosi di morte imminente, rappresentano fattori determinanti nel promuovere condotte di pianificazione anticipata delle cure insieme al paziente (e/o alle persone che lui delega o individuate in caso di paziente non-competent). Scopo di questo lavoro è presentare i dati emersi dai medici palliativisti partecipanti ad una survey nazionale inter-societaria (SICP, SIMG, SIMIT, FADOI) sulla prescrizione/non prescrizione o sospensione della terapia antibiotica nel fine vita, e di analizzarne le criticità che hanno una ricaduta sulla pratica quotidiana. La postura degli specialisti di cure palliative appare omogenea rispetto alle dimensioni del tema trattato, confermando come principali criticità l’accuratezza prognostica del fine vita (pazienti oncologici e non), la durata dei trattamenti intrapresi, il parametro febbre come dirimente rispetto al processo decisionale prescrittivo. Si conferma il pieno consenso dei professionisti rispetto alla importanza della persona delegata alle scelte di cura in caso di paziente non-competent.
ER  -   
