TY  -  JOUR
AU  -  Stellato, Kira
AU  -  Romanò, Massimo
T1  -  Informazione al malato e alla famiglia. 
Legge 219/2017: pianificazione condivisa delle cure, disposizioni anticipate di trattamento, “do not attempt resuscitation order”
PY  -  2024
Y1  -  2024-04-01
DO  -  10.1726/4272.42495
JO  -  Rivista Italiana di Cure Palliative
JA  -  Riv It Cure Palliative
VL  -  26
IS  -  2
SP  -  108
EP  -  110
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2532-9790
Y2  -  2026/04/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1726/4272.42495
N2  -  La Legge 219/2017, entrata in vigore il 31 gennaio 2018, ha riconosciuto all’individuo la facoltà di disporre del proprio corpo, della propria salute e della propria vita attraverso il consenso informato, la pianificazione condivisa delle cure e le disposizioni anticipate di trattamento. La cardiologia, oggi, si occupa sovente anche di malati con una malattia cronica, grave, progressiva, con prognosi a medio-lungo termine sfavorevole, come nel caso dello scompenso cardiaco. La traiettoria clinica e psico-sociale dello scompenso cardiaco richiede un approccio sistemico e interdisciplinare. Le disposizioni anticipate di trattamento diventano quindi una parte integrante della pianificazione condivisa delle cure che sempre deve essere attuata sulla base delle personali esigenze del paziente, e in maniera dinamica, tenendo conto della variabilità delle decisioni del malato e della famiglia nel tempo. L’accompagnamento al fine vita per il malato con scompenso cardiaco non può prescindere da un’educazione medica che favorisca lo sviluppo di processi meta-cognitivi di auto-consapevolezza per dare al sanitario la capacità di accostarsi senza bias al fine vita del proprio paziente. Riabilitando la morte, è possibile trasformarla, da fallimento terapeutico, a processo naturale e occasione di presenza, oltre che clinica, anche umana.
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