TY  -  JOUR
AU  -  Vargas, Cristina
T1  -  Autodeterminazione: una prospettiva antropologica
PY  -  2022
Y1  -  2022-10-01
DO  -  10.1726/3935.39195
JO  -  Rivista Italiana di Cure Palliative
JA  -  Riv It Cure Palliative
VL  -  24
IS  -  4
SP  -  200
EP  -  203
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2532-9790
Y2  -  2026/04/30
UR  -  http://dx.doi.org/10.1726/3935.39195
N2  -  Nel dibattito pubblico che nel mondo occidentale si è sviluppato sull’autodeterminazione ricorrono parole come “individuo”, “indipendenza” e “autonomia”. Questi termini, come è stato più volte sottolineato nella letteratura, rimandano a una visione della persona come “monade”, che sceglie individualmente in modo razionale e autonomo. La ricerca nel campo dell’antropologia medica e di altre discipline, tuttavia, ha ampiamente dimostrato che nella complessità della realtà clinica molti altri fattori hanno rilevanza. L’autodeterminazione, infatti, chiama in causa una dimensione relazionale e intersoggettiva. Essa, inoltre, è in connessione con principi e valori che agiscono come guida morale in ciascun contesto socio-culturale, che incidono, pur senza determinarle, le scelte che riguardano il fine vita. Il presente contributo vuole offrire alcune coordinate per ripensare il concetto di autodeterminazione in una prospettiva relazionale, partendo innanzitutto da una messa in discussione dell’equazione individuo-persona. Verranno introdotti concetti di “dividuo” e di “con-dividuo”, che esprimono la continuità fra il singolo e la collettività, per puntare infine l’attenzione sul funzionamento della persona nel gruppo e sui diversi ruoli che può assumere quest’ultimo nei processi decisionali.
ER  -   
