TY  -  JOUR
AU  -  Benini, Franca
AU  -  Orzalesi, Marcello
T1  -  Le cure palliative pediatriche oggi:
la storia, gli obiettivi e le criticità
PY  -  2021
Y1  -  2021-01-01
DO  -  10.1726/3561.35407
JO  -  Rivista Italiana di Cure Palliative
JA  -  Riv It Cure Palliative
VL  -  23
IS  -  1
SP  -  20
EP  -  26
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2532-9790
Y2  -  2026/04/14
UR  -  http://dx.doi.org/10.1726/3561.35407
N2  -  Una trattazione dello stato delle cure palliative pediatriche (CPP) che tenga conto delle diverse realtà nazionali, geografiche, economiche, sociali, ecc. richiederebbe molto più spazio di quello assegnato a questo lavoro. Pertanto, verrà considerata quasi esclusivamente la situazione delle CPP in Italia con solo alcuni indispensabili cenni comparativi su quanto accade in altri Paesi europei e in generale nel mondo occidentale. A partire dalla seconda metà degli anni Sessanta le cure palliative (CP) rivolte all’adulto, prevalentemente con malattie oncologiche in fase terminale, si sono diffuse prima in Europa e poi in tutto il mondo occidentale, con la creazione di numerosi hospice e di modelli applicativi ampiamente riconosciuti da istituzioni nazionali e internazionali (OMS, Governi, Sistemi Sanitari Nazionali). Tale riconoscimento e diffusione sono stati però significativamente più tardivi in Italia. A loro volta le CPP hanno scontato un notevole ritardo rispetto alle CP, particolarmente in Italia. Più recentemente anche nel nostro Paese si è assistito a un’accelerazione nel riconoscimento dell’indiscussa utilità delle CPP per la presa in carico di bambini affetti da malattie inguaribili e delle loro famiglie. Varie iniziative legislative e normative hanno definito in modo dettagliato come devono essere organizzate le CPP nel nostro Paese, che tuttavia scontano ancora un notevole ritardo nella loro diffusa e corretta applicazione su tutto il territorio nazionale. Le difficoltà nella diffusione delle CPP in Italia, peraltro in parte condivise anche da alcuni Paesi europei, sono dovute a varie criticità peculiari di questa modalità assistenziale e riconducibili sia al contesto socioculturale, sia alla peculiarità del paziente pediatrico e della situazione di malattia, sia alla carenza importante di formazione degli operatori e sia al contesto organizzativo/programmatico. Dobbiamo tuttavia riconoscere che anche in Italia negli ultimi due anni vi è stata un’accelerazione del tentativo di mettersi al passo di quanto viene fatto in altri Paesi europei ottemperando anche alle più recenti raccomandazioni dell’OMS.
ER  -   
