TY  -  JOUR
AU  -  Rimedio, Antonio
T1  -  La «procedura medicalizzata» dell’aiuto al suicidio
nella sentenza n. 242/2019 della Corte costituzionale
PY  -  2020
Y1  -  2020-10-01
DO  -  10.1726/3497.34819
JO  -  Rivista Italiana di Cure Palliative
JA  -  Riv It Cure Palliative
VL  -  22
IS  -  4
SP  -  248
EP  -  255
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2532-9790
Y2  -  2026/04/04
UR  -  http://dx.doi.org/10.1726/3497.34819
N2  -  Con la sentenza 242/2019 la Corte costituzionale italiana ha stabilito la possibilità per un malato, affetto da patologia irreversibile che gli comporta sofferenze intollerabili e tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale, di richiedere l’aiuto medico al suicidio. Il limite di questa sentenza viene individuato nell’aver stabilito una stretta continuità, sul piano giuridico, tra la revoca dei trattamenti di sostegno vitale e la richiesta di aiuto al suicidio: atti che indubbiamente sono contestuali, ma dei quali sul piano bioetico va ribadita la diversità di significato e di valore. Alla luce di tale premessa, vengono esaminate le misure precauzionali a protezione di malati in condizioni di estrema vulnerabilità (procedura medicalizzata), adottate dalla Corte costituzionale in attesa di un organico intervento del Legislatore: i compiti del medico e del personale sanitario, cui è riconosciuto il diritto alla libertà di coscienza; il ruolo dell’Azienda sanitaria e del Servizio sanitario nazionale; infine, l’intervento dei comitati etici, chiamati a garantire al malato una scelta libera da condizionamenti, per quanto è consentito nelle sue condizioni.
ER  -   
