TY  -  JOUR
AU  -  Cascioli, Marta
T1  -  Fine vita e disposizioni anticipate. 
Revisione della letteratura
PY  -  2019
Y1  -  2019-10-01
DO  -  10.1726/3283.32550
JO  -  Rivista Italiana di Cure Palliative
JA  -  Riv It Cure Palliative
VL  -  21
IS  -  4
SP  -  215
EP  -  221
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2532-9790
Y2  -  2026/05/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1726/3283.32550
N2  -  Contesto. La svolta delle cure si ha dal momento in cui si identifica la capacità della persona di prendere decisioni in ordine alla propria esistenza. Il consenso dell’interessato è fondamento della relazione terapeutica, le disposizioni anticipate di trattamento (DAT) sono gli strumenti che ripristinano il dialogo tra medico e malato, quando questo non può più esprimere i suoi desideri. La pianificazione condivisa delle cure (PCC) deve essere partecipata tra curante e curato per dare la possibilità individuale di prendere decisioni consapevoli riguardo alle questioni personali nel rispetto del principio di autonomia. Obiettivo. Mettere in evidenza l’importanza delle DAT e della PCC; porre in rilievo l’importanza del lavoro di équipe come considerazione centrale per il ruolo di infermiere esperto in bioetica. Materiali e metodi. Revisione narrativa della letteratura mediante la delineazione di strategie di ricerca per la selezione degli studi e la sintesi qualitativa dei risultati. Risultati. La revisione della letteratura ha permesso di definire i vantaggi delle DAT e della PCC. Numerosi studi supportano l’importanza dell’équipe multidisciplinare che gioca un ruolo chiave, unico e insostituibile, nelle cure palliative. I professionisti devono acquisire capacità comunicative e avere un approccio olistico per assistere i malati e le loro famiglie nelle decisioni del fine vita. Per garantire un’alta qualità di assistenza, sono necessari programmi di formazione di base e avanzata sull’etica e l’applicazione delle teorie alla pratica clinica. Le cure palliative, infatti, sono una vera specialità in ambito sanitario, con necessità formative che devono essere riconosciute e valorizzate dalla comunità scientifica. Conclusioni. In Italia, con l’introduzione della legge 219/2017, non vi possono essere più dubbi su quale direzione intraprendere e su quali strumenti utilizzare per garantire il principio di autodeterminazione della persona.
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