TY  -  JOUR
AU  -  Lodi Rizzini, Sara Maria
AU  -  Pizzuto, Massimo
T1  -  Cure Palliative & Human Rights
PY  -  2019
Y1  -  2019-04-01
DO  -  10.1726/3173.31537
JO  -  Rivista Italiana di Cure Palliative
JA  -  Riv It Cure Palliative
VL  -  21
IS  -  2
SP  -  135
EP  -  142
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2532-9790
Y2  -  2026/05/14
UR  -  http://dx.doi.org/10.1726/3173.31537
N2  -  Le cure palliative come diritto umano saranno il tema conduttore del Congresso 2019 della Società Italiana di Cure Palliative. La parola “diritto” viene spesso riportata nei documenti delle istituzioni internazionali che si occupano di promozione, sviluppo e organizzazione delle cure palliative. Un diritto sulla carta che in alcuni contesti fatica ad essere esercitato: in teoria, ci viene da pensare, un diritto per essere definito tale dovrebbe essere associato ad un dovere della società di garantirlo. Anche la Legge italiana n° ٣٨/٢٠١٠ si esprime in termini di diritto, tutela, garanzia ad accedere alle cure palliative: proprio mentre scriviamo queste righe una collega palliativista che lavora in carcere ci scrive “mi hanno chiamato dal carcere riferendomi che un detenuto con sospetta neoplasia da qualche giorno è dolorante e dispnoico (due settimane prima diagnosticato un versamento pleurico in un ricovero ospedaliero: rientra in carcere in attesa di una PET); sta già assumendo dell’idromorfone senza risultato; mi viene riferito che si mobilizza dal letto e cammina con un bastone ma secondo il personale carcerario esagera, magari pensando di ottenere uno sconto di pena; penso di fare uno switch ad altro oppioide ma oggi è sabato e per ottenerlo ci vuole qualche giorno”. Inutile dilungarsi ora su questa storia ancora in corso mentre scriviamo ma già viene il sospetto che forse un “diritto” esista ma non proprio per tutti. Su questo argomento delle carceri qualcosa è stato scritto a livello internazionale e nazionale: cercheremo di approfondirlo, se possibile, in un prossimo report. Per il momento ci spostiamo di qualche migliaio di chilometri per capire, attraverso report di organizzazioni governative e non-governative e pubblicazioni scientifiche, se e come il diritto umano alle cure palliative venga esercitato in Paesi del Sud del mondo e con uno sguardo a uomini e donne che vengono poste ulteriormente ai margini: abbiamo spostato, quindi, lo sguardo su Sud Africa, Botswana, Rwanda, Kenya e Uganda dove, in modo diversificato e con il supporto di organizzazioni non governative, sono stati sviluppati programmi di cure palliative; abbiamo semiaperto una finestra su quanto accade in alcuni di quei Paesi riguardo alla popolazione carceraria e LGBTI; ci siamo infine spostati più a Nord, in Armenia, un Paese dell’area caucasica meridionale che a lungo ha presentato problemi di sviluppo delle politiche socio-sanitario e direttamente correlati ad una legislazione arcaica e intransigente in parte oggi apparentemente superata. Letteratura scientifica e report indipendenti di Organizzazioni non governative riportano come nell’ultimo decennio sembra essersi attuato un importante passo avanti riguardo alle cure palliative e più in generale al diritto alla salute anche in alcune popolazioni svantaggiate per localizzazione geografica e contesto sociale.
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