TY  -  JOUR
AU  -  Amitrano, Antonio
T1  -  La disfagia come lutto
PY  -  2019
Y1  -  2019-01-01
DO  -  10.1726/3133.31148
JO  -  Rivista Italiana di Cure Palliative
JA  -  Riv It Cure Palliative
VL  -  21
IS  -  1
SP  -  46
EP  -  50
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2532-9790
Y2  -  2026/04/23
UR  -  http://dx.doi.org/10.1726/3133.31148
N2  -  Uno dei presupposti della vita biologica è l’alimentazione che fornisce i nutrienti fondamentali necessari per la sopravvivenza del vivente. Gli uomini si sono alimentati nella storia in modo diverso in ragione di fattori ambientali e climatici. L’alimentazione risente fortemente di aspetti culturali che investono il cibo in tutte le fasi, dal procacciamento, alla conservazione, alla preparazione e alle modalità di consumo. La cultura influisce in maniera importante sulla scelta degli alimenti; infatti, cibi comunemente utilizzati in alcune comunità rappresentano un tabù alimentare in altri gruppi. Il cibo riveste un ruolo che esorbita la mera funzione nutritiva e si è arricchito nel tempo di importanti significati comunicativo-relazionali. Il mangiare inoltre assume un significato comunicativo in ambiti diversi sia come messaggio veicolato da alimenti ben precisi, si pensi al regalare cioccolatini, sia come elemento che comunica uno status sociale. Esemplificativo, ad esempio, è la posizione occupata a tavola, dove il ruolo principale è assunto dal capotavola e la distanza da questo indica la rilevanza che il commensale riveste nel gruppo. L’uomo riesce ad alimentarsi tramite la deglutizione che consente l’introduzione degli alimenti dall’esterno. La disfagia segna la fine della possibilità di deglutire in modo fisiologico e nelle forme più gravi può comportare l’impossibilità ad alimentarsi per bocca. Tale perdita è da considerarsi a tutti gli effetti un lutto e come tale deve essere elaborato al fine di una migliore accettazione da parte del paziente e del suo entourage delle modalità alternative di alimentazione.
ER  -   
