TY  -  JOUR
AU  -  Nicoletti, Valentina
T1  -  Valutazione dell’attitudine agli aspetti relazionali dal punto di vista degli studenti del terzo anno del Corso di Laurea in Infermieristica della sede di Feltre rispetto alle cure di fine vita.
PY  -  2018
Y1  -  2018-10-01
DO  -  10.1726/3076.30693
JO  -  Rivista Italiana di Cure Palliative
JA  -  Riv It Cure Palliative
VL  -  20
IS  -  4
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2532-9790
Y2  -  2026/05/30
UR  -  http://dx.doi.org/10.1726/3076.30693
N2  -  Abstract Background: Le cure di fine vita risultano essere un ambito molto specifico all’ interno della professione infermieristica, tuttavia sono di notevole importanza per la presa in carico del paziente. Sempre di più si assistono pazienti ad elevata complessità assistenziale per l’aumento delle patologie croniche e si tende per questo motivo a concentrarsi sulla gestione della malattia in acuto; poca considerazione viene invece posta sul paziente arrivato ormai a termine delle cure cliniche (per patologie non solo di origine oncologica ma anche cronico-degenerative a livello terminale) che necessita di un’assistenza estremamente personalizzata e che coinvolga la relazione con le persone tramite una corretta comunicazione e il riconoscimento dello stato emotivo del paziente stesso ma anche del suo nucleo famigliare). Per questa tipologia di paziente sono spesso disposti percorsi di cura specifici, tuttavia essi non sempre riescono ad essere raggiunti; da ciò si sottolinea l’importanza della presenza di personale formato in quest’ambito anche all’ esterno di quella che è la rete standard prestabilita. Scopi: analizzare l’attitudine degli studenti ad affrontare il paziente in uno stato di terminalità, andando a valutare i dati ottenuti dalla somministrazione del questionario (FATCOD) e confrontandoli con quelli ottenuti dalla letteratura. Inoltre confrontare i punteggi ottenuti dagli studenti che hanno avuto la possibilità di frequentare l’unità operativa dell’Hospice e/o delle cure palliative durante il tirocinio con quelli di chi ha frequentato altri reparti per analizzare se l’esperienza ha variato i risultati rispetto al punteggio finale (come descritto in letteratura). Materiali e metodi: somministrazione di un questionario (FATCOD) a tutti gli studenti del terzo anno del corso di laurea di infermieristica della sede di Feltre, stratificando tra quelli che hanno fatto il tirocinio in Hospice e/o cure palliative e chi no. Risultati: I punteggi medi ottenuti dalla somministrazione del questionario risultano essere in linea generale coerenti con i dati ottenuti dalla revisione della letteratura. Sono state riscontrate differenze per quanto riguarda il genere (il punteggio dei maschi risulta infatti più basso), tale dato non risulta essere coerente con gli studi precedenti presenti in letteratura, tuttavia è possibile che ciò sia dovuto al numero ridotto di partecipanti di sesso maschile all’interno del campione in studio. Punteggi maggiori si rilevano invece nel campione di studenti che hanno avuto la possibilità di svolgere un’esperienza nell’Hospice e/o cure palliative. Discussione: Nella maggior parte degli articoli selezionati in letteratura, veniva evidenziato un punteggio basso per quanto riguarda gli studenti di infermieristica rispetto a questo questionario (ciò viene attribuito alla mancanza di una formazione specifica). In generale gli studenti coinvolti nello studio dimostrano avere una buona attitudine verso le cure di fine vita, in particolare coloro che hanno avuto la possibilità di confrontarsi personalmente con questo delicato ambito. Dallo studio tuttavia emergono alcuni punti di criticità: gli studenti trovano difficile infatti relazionarsi con i pazienti, discutere dei loro sentimenti (nonostante lo ritengano un aspetto estremamente importante dell’assistenza), e parlare loro della morte. Limiti: Il presente studio è soggetto a limitazioni, si tratta infatti di uno studio monocentrico cioè svolto nella sola realtà di Feltre e di conseguenza questo ne preclude la possibilità di generalizzare i dati ottenuti; questa scelta è stata fatta tuttavia per evitare alcuni confondenti che potevano essere riscontrati nei campioni studiati (differenze per sede, composizione del campione ecc.). Inoltre il campione risulta essere di piccole dimensioni. Conclusioni: I risultati del presente studio mettono in luce l’importanza e il valore formativo dell’esperienza pratica all’interno dell’Hospice e/o cure palliative, che sarebbe utile estendere a tutti i futuri professionisti, tuttavia essi evidenziano alcuni aspetti che potrebbero essere migliorati per renderla più efficace e garantire un’adeguata formazione in merito.
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