TY  -  JOUR
AU  -  Corli, Oscar
AU  -  Roberto, Anna
T1  -  Gli oppiacei nel dolore da cancro: sempre e ugualmente efficaci?
PY  -  2017
Y1  -  2017-01-01
DO  -  10.1726/3065.30579
JO  -  Rivista Italiana di Cure Palliative
JA  -  Riv It Cure Palliative
VL  -  19
IS  -  1
SP  -  24
EP  -  29
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2532-9790
Y2  -  2026/04/14
UR  -  http://dx.doi.org/10.1726/3065.30579
N2  -  Abstract A partire dalla prima edizione, nel 1986, delle linee-guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sul trattamento farmacologico del dolore da cancro, fino ad arrivare alle raccomandazioni pubblicate nel 2013 da due importanti società scientifiche internazionali, i contenuti sembrano essere concordi su due aspetti: gli oppiacei di terzo scalino garantiscono in qualche modo la gestione del dolore e gli effetti collaterali risultano controllabili. In più, le molecole del terzo scalino ottengono risposte sovrapponibili, anche se dal punto di vista farmacologico hanno in comune solo il meccanismo d’azione ma differiscono dal punto di vista farmacocinetico e farmacodinamico. La pratica clinica sottolinea queste differenze tra farmaci. Per chiarire queste controversie, si è sviluppato un filone di ricerca che attraverso diversi studi, interventistici e osservazionali, verificasse le similitudini e/o le diversità nelle risposte tra i vari oppiacei. In uno studio su 116 pazienti, che intraprendevano un trattamento con oppiacei forti, si otteneva una riduzione di almeno il 30% del dolore iniziale, portandolo a un valore finale pari o inferiore a 4 punti, solo in 2/3 dei casi. Negli stessi pazienti si registrava inoltre un aumento elevato della dose nel 25% dei casi. Inoltre, i dati su 520 pazienti ottenuti da uno studio clinico randomizzato hanno mostrato una sostanziale omogeneità di 4 farmaci oppiacei di terzo scalino messi a confronto in termini di risposta analgesica, ma sostanziali differenze in termini di aumento di dose giornaliera e di ricorso allo switch per motivi inerenti l’inadeguata analgesia o l’elevata tossicità. Questi dati mettono in discussione alcuni aspetti delle linee-guida sia relativamente all’efficacia degli oppiacei forti sia alla equivalenza di risposta tra molecole.
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