TY  -  JOUR
AU  -  Bovero, Andrea
AU  -  Leombruni, Paolo
AU  -  Miniotti, Marco
AU  -  Aitoro, Francesco
AU  -  Torta, Riccardo
T1  -  Atteggiamenti degli studenti di medicina nei confronti del fine vita: esperienza in hospice
PY  -  2016
Y1  -  2016-10-01
DO  -  10.1726/3063.30555
JO  -  Rivista Italiana di Cure Palliative
JA  -  Riv It Cure Palliative
VL  -  18
IS  -  4
SP  -  197
EP  -  203
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2532-9790
Y2  -  2026/05/04
UR  -  http://dx.doi.org/10.1726/3063.30555
N2  -  Abstract Obiettivo
In questo studio si vogliono analizzare gli atteggiamenti degli studenti della scuola di Medicina dell’Università degli Studi di Torino nei confronti dei pazienti oncologici morenti. Materiali e Metodi
Duecento studenti iscritti al II anno della scuola di Medicina hanno completato la versione italiana della Frommelt Attitude Toward Care of the Dying Scale form B (FATCOD-B) prima di frequentare un breve Corso elettivo su vari aspetti della cura nella fase finale della vita e partecipare ad un training didattico presso l’Hospice Valletta di Torino. I dati sono stati analizzati utilizzando il programma Statistical Package for Social Sciences (SPSS 20.0). I temi degli studenti sono state analizzati da un punto di vista qualitativo da due partecipanti esterni allo studio e suddivisi in categorie in base alla loro frequenza. Risultati
Gli studenti ottennero al FATCOD Form B un punteggio medio di 112,8 evidenziando scarse attitudini nei confronti dell’assistenza a pazienti morenti rispetto al gruppo di controllo valutato da Frommelt. I temi più frequenti erano: i sintomi, le strategie di coping, il distress, la filosofia hospice e la possibilità di riflettere sulla propria morte. Conclusioni
Questi risultati hanno evidenziato come gli studenti italiani iscritti al II anno della scuola di Medicina hanno evidenziato una scarsa propensione psicologica nell’assistenza al paziente morente e hanno messo in risalto la necessità di un training non solamente clinico ma esperienziale che prepari i futuri medici a stare a contatto con la sofferenza e la morte.
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