TY  -  JOUR
AU  -  Ritossa, Claudio
T1  -  I bisogni spirituali alla fine della vita: quali competenze per gli operatori?
PY  -  2016
Y1  -  2016-10-01
DO  -  10.1726/3063.30554
JO  -  Rivista Italiana di Cure Palliative
JA  -  Riv It Cure Palliative
VL  -  18
IS  -  4
SP  -  187
EP  -  196
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2532-9790
Y2  -  2026/04/30
UR  -  http://dx.doi.org/10.1726/3063.30554
N2  -  Abstract I bisogni spirituali/esistenziali delle persone alla fine della vita sono testimoniati dalle domande di senso che la malattia e la morte portano con sé in tutti gli uomini. Essi sono riconosciuti in rilevanti documenti della WHO, della EAPC e della SICP, oltre che da molti codici delle professioni. Se è così, per rispondere ai bisogni è necessaria una formazione spirituale? Il cammino spirituale è una dimensione intima di ciascuno e non può essere considerato al pari di una disciplina da insegnare. Tuttavia le esperienze in atto dimostrano che percorsi dedicati, con una metodologia riflessiva, ove si faccia esperienza degli aspetti relazionali, di consapevolezza, di ascolto attivo, ove si pratichi tra colleghi ciò che s’intende praticare con i malati consentono di sviluppare nuove capacità. Fondamentale è la riflessione su di sé, l‘ascolto della propria interiorità spirituale. Lo sviluppo di tali attitudini migliora il clima in équipe, la relazione col malato e riduce i rischi di burnout nella cura. Tuttavia non vanno dimenticati i confini etici, la necessità di rispettare l’autonomia dei pazienti, la privacy, le convinzioni personali ed i valori del paziente, senza mai essere invasivi. Altresì utile è la condivisione in équipe delle tematiche citate, così da mantenere sempre alta l’attenzione nella cura nel quotidiano, consci del limite e della vulnerabilità comune tra operatori e pazienti.
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