TY  -  JOUR
AU  -  Veronesi, Maura
AU  -  Baiardi, Manuela
AU  -  Biavati, Silvia
AU  -  Calvano, Giulia
AU  -  De Nardi, Alessandro
AU  -  Gulmini, Loretta
AU  -  Pagano, Stanislao
AU  -  Stelluti, Patrizia
AU  -  Traverso, Beatrice
T1  -  Indagine sulla conoscenza ed applicazione negli ospedali per acuti del documento “Grandi insufficienze d’organo end stage: cure intensive o cure palliative? Documento condiviso per una pianificazione delle scelte di cura”
PY  -  2016
Y1  -  2016-01-01
DO  -  10.1726/3056.30513
JO  -  Rivista Italiana di Cure Palliative
JA  -  Riv It Cure Palliative
VL  -  18
IS  -  1
SP  -  1
EP  -  10
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2532-9790
Y2  -  2026/04/14
UR  -  http://dx.doi.org/10.1726/3056.30513
N2  -  Abstract Nell’aprile 2013 la Società Italiana di Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva ha pubblicato un documento d’indirizzo sulle opzioni di trattamento dei malati con insufficienza cronica mono o multi organica in fase “end stage”. Dopo un anno e mezzo si è voluto verificare quanto la cultura palliativistica sia entrata a far parte della medicina specialistica ospedaliera e quale sia l’atteggiamento dei professionisti operanti negli ospedali per acuti riguardo a questo argomento. L’indagine si è svolta tramite la somministrazione di un questionario a medici e infermieri delle Unità di Nefrologia, Pneumologia, Cardiologia di cinque ospedali per acuti italiani. I risultati dello studio dimostrano una grande sensibilità all’argomento, con una risposta al questionario del 67,7% e la convinzione di tutti gli intervistati (93%) che la professione sanitaria debba favorire l’espressione dei bisogni spirituali, delle convinzioni e dei desideri del malato. Tuttavia il 37% degli intervistati dichiara di aver pensato spesso che il paziente fosse curato per eccesso. Inoltre solo il 33% dichiara che nella propria Unità Operativa è strutturato un momento di condivisione tra medici e infermieri per discutere dei casi clinici dei pazienti end-stage. La maggior parte dei medici applica i criteri organo-specifici e i criteri clinici generali per inquadrare il malato potenzialmente end-stage ma solo il 38% di essi considera le abilità espresse dalla Palliative Performance Scale prima di proporre un trattamento aggressivo a un paziente end-stage. Anche lo strumento della “surprise question” viene poco utilizzato dai medici ospedalieri specialistici. Sul fronte della funzione di advocacy caratteristica della professione infermieristica, viene dichiarata dai più l’attenzione alla miglior qualità della vita residua e del comfort del paziente end-stage, anche se le azioni per attuare questa funzione sono messe in atto “sempre” da meno del 50% degli intervistati. La cura intensiva delle insufficienze croniche d'organo è utile finché procura al malato un giovamento nel suo stesso interesse, ma nella fase avanzata o terminale può non rappresentare più la risposta appropriata, e il processo di cura deve orientarsi all'attivazione di cure palliative simultanee. Per garantire che questo passaggio avvenga correttamente, è indispensabile ricercare ed instaurare una collaborazione multidisciplinare pianificando per ciascun malato un percorso clinico ed assistenziale adeguato.
ER  -   
